
Una nuova strategia di investimenti sulla rete, la “cura del ferro”, è una priorità nelle politiche del Governo in materia di trasporti e infrastrutture.
Il nuovo contratto di programma con RFI approvato dal CIPE il 7 agosto 2017 prevede 13 miliardi di finanziamenti per investimenti nel periodo 2017-2021. In dettaglio sono previsti e in corso di realizzazione: interventi inerenti la Sicurezza e l’adeguamento ad obblighi di Legge (per 2 miliardi); tecnologie per la circolazione e l’efficientamento (688 milioni); valorizzazione turistica delle ferrovie minori (36 milioni); valorizzazione delle reti regionali (1,3 miliardi); potenziamento e sviluppo infrastrutturale aree metropolitane (885 milioni); accessibilità su ferro porti, interporti e aeroporti (700 milioni); investimenti di Potenziamento e sviluppo infrastrutturale direttrici (5 miliardi di euro); nuovi lotti costruttivi (2,6 miliardi).
Maggiore sicurezza, tecnologie di ultima generazione sui treni, nelle stazioni e lungo le linee, qualità e comodità per i viaggiatori, rapidità nei collegamenti, ma soprattutto un’attenzione particolare agli interventi sulle reti regionali e locali in favore degli spostamenti pendolari e a ogni tipo di investimento utile a trasferire il trasporto merci dalla gomma al ferro.
FS considera fondamentale una concentrazione selettiva degli investimenti strategici per sfruttare in maniera efficace le risorse economico/finanziarie disponibili. Questo anche attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti con interventi dal costo contenuto, ad esempio investimenti in tecnologia, da affiancare ad azioni coordinate tra le diverse modalità a carattere organizzativo e gestionale.
Le scelte di investimento sono finalizzate a: sviluppare i quattro Corridoi europei TEN-T che attraversano l’Italia (Scandinavo-Mediterraneo, Baltico-Adriatico, Reno-Alpi e Mediterraneo) e le relative tratte ferroviarie di accesso; migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali delle infrastrutture ferroviarie per il rilancio del traffico merci intermodale.