In linea con gli obiettivi del Governo e nel rispetto delle scadenze programmate dall’Ue, il Parlamento italiano ha approvato il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza il 24 aprile 2021 e il Governo ha inviato a Bruxelles il documento il 30 aprile 2021.
La valutazione della Commissione si è conclusa nei tempi previsti e il Piano è stato approvato il 22 giugno 2021.
Per assicurare una tempestiva attuazione del Piano, il Ministro Giovannini ha istituito all’interno del Mims un Comitato Pnrr incaricato di seguire ogni fase di realizzazione dei progetti e di valutarne gli effetti in termini occupazionali (in particolare per giovani e donne), di riduzione delle disuguaglianze socioeconomiche e di impatto sull’ambiente, in linea con le indicazioni europee.
Nello spirito del partenariato sociale, è stata poi istituita la “Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, composta da numerose organizzazioni sindacali e imprenditoriali, associazioni ambientaliste e reti della società civile, con il compito di accompagnare l’attuazione del Piano fornendo indicazioni, suggerimenti e proposte.
La sfida più impegnativa riguarda il fatto che bisogna impegnare le risorse dell'Europa entro il 2023 e spenderle entro il 2026. I progetti sono molto ambiziosi e devono procedere di pari passo con l'attuazione delle riforme.

Ma il percorso non si esaurisce al 2026, proseguirà oltre perchè i fondi nazionali che, in alcuni casi, perseguono i medesimi obiettivi di quelli europei, finanziano progetti relativi a un orizzonte temporale più lungo rispetto al termine del 2026 imposto dal Pnrr, come - ad esempio - il completamento dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria.