16 ottobre 2026 - Nel percorso di avvicinamento ai Giochi di Milano Cortina 2026, anche l’alimentazione nei villaggi olimpici e paralimpici diventa un elemento strategico da pianificare con attenzione, tanto a livello organizzativo quanto infrastrutturale.
Cibo come energia, ma anche come linguaggio universale e strumento d’inclusione: nei villaggi, come quello di Cortina, tutto ruota attorno a un principio - nessun atleta deve sentirsi escluso, a tavola come in gara.
Le mense olimpiche saranno aperte 24 ore su 24, garantendo pasti equilibrati in ogni momento della giornata per adattarsi ai fusi orari e ai diversi ritmi di allenamento.
Chi arriva dall’altra parte del mondo potrà mangiare come a casa, senza compromettere preparazione o recupero.
La parola chiave è personalizzazione: ogni atleta troverà menù calibrati per le proprie esigenze nutrizionali e culturali.
Dalle diete ad alto contenuto proteico per lo sci di fondo, ai pasti leggeri per chi affronta le prove di bob, fino a soluzioni specifiche per allergie, intolleranze e scelte etiche - dalla celiachia al veganismo, fino alle diverse tradizioni religiose.
L’obiettivo è un’alimentazione che unisca salute, sostenibilità e rispetto delle diversità, in linea con gli standard del CIO e con la tradizione italiana del mangiare bene.
Nei villaggi olimpici, il cibo diventa così un terreno comune dove si incontrano culture e discipline, un modo per condividere esperienze e celebrare - anche a tavola - lo spirito olimpico.
Un aspetto che non solo va gestito con cura nella realizzazione delle infrastrutture, dalle cucine agli spazi conviviali, ma che rispecchia la visione congiunta di MIT e SIMICO: costruire luoghi e spazi capaci di far stare insieme atleti e persone, unendo accoglienza, funzionalità e senso di comunità.