
Una corretta gestione della risorsa idrica passa attraverso l’attività delle grandi dighe, vigilate da una apposita Direzione generale del MIT, per rispondere al fabbisogno civico e irriguo di molte zone italiane e per tutelare le peculiarità ambientali e sociali del territorio.
In Italia c'è disponibilità di acqua ma anche molta dispersione e un sottoutilizzo delle dighe, che rischiano di perdere progressivamente la propria capacità di invaso autorizzata e quindi di risorsa idrica al servizio della collettività. Di fronte a questo scenario il Ministero ha avviato un programma di interventi del valore economico pari a 294 milioni di euro per l’incremento delle condizioni di sicurezza di 101 dighe ad uso irriguo e/o potabile sparse sul territorio nazionale, di cui ben 79 si trovano al Sud.
L’obiettivo è in sostanza salvaguardare risorse idriche per 4,5 miliardi di metri cubi (quasi un terzo della risorsa idrica nazionale) e di recuperare circa 1,3 miliardi di metri cubi attualmente non invasabili.
Con la Legge di bilancio 2018 è stato, inoltre, approvato il Piano nazionale invasi mirato al risparmio di acqua negli usi agricoli e civili nonché per interventi volti a contrastare le perdite delle reti degli acquedotti, con uno stanziamenti di 50 milioni annui dal 2018 al 2022.