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I 9 Corridoi prioritari delle reti TEN-T

 

I 9 Corridoi prioritari delle reti TEN-T

 

Lo scenario delle infrastrutture di trasporto di livello europeo trova, a partire dal 2014, una definizione del tutto nuova che supera l'attuale articolazione in "progetti prioritari"[1]. L'innovazione concettuale, rispetto al periodo di programmazione 2007-2013 è appunto rappresentato dal passaggio dal singolo "progetto" di trasporto alla nozione di "rete".
Il cambiamento di prospettiva è politico, prima ancora che tecnico.
Rispetto ad una sommatoria di infrastrutture costruite perseguendo prevalenti obiettivi nazionali, la svolta voluta dalla Commissione Europea, e sostenuta dall'Italia, va nella direzione di un sistema di reti articolato nei due livelli (rete globale e rete centrale), ove il comune denominatore è rappresentato dal riconosciuto interesse europeo associato ad ogni singolo livello (layer) di rete.
Da questo punto di vista, l'estensione e il tracciato delle infrastrutture che compongono la rete "Core" (centrale) si pongono in relazione all'evoluzione della domanda di traffico ed alla necessità di assicurare una sempre crescente integrazione tra le varie modalità di trasporto ed un più ampio utilizzo delle tecnologie intelligenti, al fine di garantire un uso dell'infrastruttura di trasporto efficiente sotto il profilo delle risorse e di offrire una capacità sufficiente.
Per favorirne lo sviluppo, la rete centrale è organizzata sulla base di 9 Corridoi TEN-T che ne rappresentano l'ossatura portante. Essi costituiscono lo strumento per facilitare la realizzazione coordinata focalizzando sull'integrazione modale, l'interoperabilità e lo sviluppo coordinato delle infrastrutture transfrontaliere e includono, lungo il loro tracciato, i nodi urbani prioritari, nonché i porti marittimi e fluviali, gli aeroporti e i centri intermodali che appartengono al livello della rete centrale.
I corridoi della rete centrale costituiscono, pertanto, parti della rete centrale, ove sono compresi almeno tre modi di trasporto che attraversano almeno tre Stati membri, dovendo assicurare la copertura dei flussi transfrontalieri di lungo raggio generati anche al di fuori dei confini dell'Unione Europea.
I corridoi multimodali rappresentano un'estrapolazione della rete centrale e sono fisicamente costituiti dalle principali infrastrutture di trasporto (stradale, ferroviario, portuale, aeroportuale e di navigazione interna). Essi includono i più importanti progetti transfrontalieri a testimonianza della necessità che la Commissione europea attribuisce alla necessità di rendere connesse le reti nazionali dei singoli Stati. Le sezioni sui cui si articolano i 9 Corridoi sono individuate nell'Allegato I del Regolamento UE n. 1316/2013, insieme a quattro priorità c.d. orizzontali, che riguardano il programma Cielo Unico (Single Sky - SESAR); le applicazioni telematiche ITS, ERTMS, RIS, VTMIS; le Autostrade del Mare (MOS) e, infine, progetti di innovazione tecnologica.
Veniamo quindi all'esame delle sezioni dei Corridoi che interessano l'Italia.

Corridoio Baltico-Adriatico
Nel settore ferroviario, si prevede il miglioramento del tratto a doppio binario già esistente tra Udine - Cervignano e Trieste. Per il sistema portuale dell'Alto Adriatico (costituito da Trieste, Venezia, Ravenna e Koper), è prevista l'interconnessione funzionale e lo sviluppo di piattaforme multimodali comuni.

Corridoio Mediterraneo
Oltre alla prosecuzione dei lavori lungo la sezione transfrontaliera ferroviaria Lione - Torino, il programma prevede la realizzazione di interventi sulla linea di accesso Milano-Brescia-Venezia-Trieste, con la riqualificazione e l'eliminazione dei principali colli di bottiglia e il parziale raddoppio ad alta velocità. In sinergia con le azioni di riqualificazione intraprese in tratti sovrapposti con il Corridoio Baltico-Adriatico, si prevede inoltre il completamento degli studi e la parziale riqualificazione del tracciato della sezione transfrontaliera Trieste-Divača.
Per quanto riguarda le vie di navigazione interna, saranno proseguiti gli studi e i lavori per il tratto Milano-Cremona-Mantova-Porto Levante/Venezia-Ravenna/Trieste e per l'ulteriore sviluppo di piattaforme multimodali tra i porti.

Corridoio Scandinavia - Mediterraneo
Nel settore ferroviario, proseguiranno i lavori di scavo del Tunnel Base del Brennero e la progettazione della via di accesso meridionale, costituita dalla linea Fortezza - Verona. Inoltre, si proseguiranno gli studi e i lavori riguardanti la linea Napoli - Bari. Sono previsti inoltre interventi di riqualificazione relativi alla linea Verona-Bologna, Bologna-Ancona e Napoli-Reggio Calabria.
I porti marittimi prioritari interessati dal Corridoio (Ancona, Napoli, Bari, Taranto, La Spezia, Livorno, Augusta, Palermo) potranno usufruire di contributi comunitari per opere di interconnessione e per lo sviluppo delle Autostrade del Mare.

Corridoio Reno-Alpi
Oltre ai lavori di realizzazione del Terzo Valico, sono programmati interventi distribuiti lungo la linea ferroviaria Genova- Milano/Novara-confine svizzero, nonché lungo la linea Marsiglia-Tolone-Nizza-Ventimiglia-Genova, che non fa parte del Corridoio ma è comunque considerata una linea di preminente interesse europeo.
In ambito marittimo, il porto di Genova è al centro di interventi volti a potenziarne il ruolo di principale scalo marittimo dell'Europa mediterranea. Si prevede altresì il potenziamento dei servizi marittimi, tra i porti di Barcellona-Valencia-Livorno nel piano di sviluppo delle Autostrade del Mediterraneo occidentale.

Piano di Azione dei Corridoi
La Commissione europea, d'intesa con gli Stati interessati, ha avviato un processo di consultazione che ha prodotto, per ciascun corridoio, uno specifico Piano di Azione, contenente tutti gli interventi atti a garantire un'effettiva multi-modalità. Tale esercizio prevede l'aggiornamento periodico delle priorità e dei progetti in esso inclusi. La predisposizione del Piano è curata da un organismo, il Corridor Forum, nel quale sono rappresentati i principali soggetti interessati, quali i gestori delle reti ferroviarie e autostradali, le autorità portuali, gli operatori logistici, i gestori di aeroporti e di centri intermodali.



 

[1] Si veda al riguardo la Decisione n. 661/2010/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 7 luglio 2010 sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti, ove nell'allegato III è contenuto l'elenco dei 30 progetti prioritari relativi ad altrettante infrastrutture di trasporto sulle quali, sino ad oggi, si sono concentrati i contributi comunitari.

 

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Data del documento: 05/09/2013
Data ultima modifica: 21/12/2015
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