Regolamento edilizio tipo: un linguaggio unico per tutta Italia

Delrio, “Un passo importante, fino a oggi lingue diverse tra enti”
restauro palazzo

21 ottobre 2016 - “E’ un passo molto importante l’adozione dello stesso lessico comune per l'edilizia nella pubblica amministrazione a livello nazionale, dove fino ad oggi si sono parlate lingue diverse tra un ente e l'altro anche a pochi chilometri di distanza". E’ quanto dichiara il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, commentando l’esito della Conferenza Unificata Stato-Regioni, presieduta dal Ministro Enrico Costa, che ha adottato ieri all’unanimità lo schema di regolamento edilizio-tipo, per semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti in materia edilizia per tutto il territorio nazionale.

"Oltre all'esigenza di parlare la stessa lingua - continua il Ministro - c'era anche la necessità di superare l'eccessiva interpretazione della disciplina edilizia, anche qui con il paradosso che le stesse leggi statali o regionali hanno trovato applicazioni diverse in territori contigui. Il provvedimento è stato approvato grazie ad un lungo lavoro e rappresenta il punto di mediazione possibile tra tutti i soggetti coinvolti. È un primo passo, che verrà verificato e aggiornato in base al riscontro sul suo utilizzo”.

Lo schema di regolamento edilizio-tipo era previsto dal Decreto Sblocca Italia, che ha stabilito che un adeguato livello di semplificazione dei processi edilizi costituiscono un livello essenziale delle prestazioni che devono essere garantiti a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale.

L’approvazione di ieri è frutto del lavoro del Tavolo tecnico costituito il 5 maggio 2015 con i rappresentanti delle Regioni e dell’ANCI, coordinato dal MIT e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la Funzione Pubblica.

Il processo di standardizzazione e semplificazione si propone di:

  • affiancare alla semplificazione normativa dei procedimenti sul rilascio dei titoli edili e sul silenzio assenso nel permesso di costruire, un percorso di progressivo superamento della eccessiva differenziazione della disciplina vigente a livello locale;
  • ricondurre i regolamenti edilizi comunali alla loro effettiva funzione di integrazione e specificazione delle normative statali e regionali, nei campi che riguardano l’attuazione delle scelte urbanistiche locali, la qualità e funzionalità dei tessuti urbani esistenti, i meccanismi di incentivazione e qualificazione dei processi di recupero degli stessi, ecc.;
  • semplificare, uniformare e standardizzare i linguaggi e la struttura dei Regolamenti;
  • introdurre elementi di qualificazione dell’edilizia come le caratteristiche prestazionale degli edifici;
  • facilitare l’accesso alle norme edilizie per i cittadini, imprese anche estere, e addetti ai lavori;
  • abbattere i margini di discrezionalità interpretativa degli operatori degli Uffici tecnici;
  • concorrere a diminuire la giurisprudenza in materia;
  • rendere più sostenibile, più misurabile e quindi riconoscibile e classificabile il patrimonio edilizio del Paese. 
Data di ultima modifica: 21/10/2016
Data di pubblicazione: 21/10/2016