Appalti pubblici

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio con riferimento alle reti infrastrutturali e al sistema delle città e delle aree metropolitane; reti infrastrutturali e opere di competenza statale; politiche urbane e dell'edilizia abitativa; opere marittime e infrastrutture idrauliche; trasporti e viabilità.

Le risorse, le funzioni e i compiti  relativi agli appalti pubblici sono gestiti dal  Ministero, eccettuati quelli attribuiti ad altri ministeri o agenzie e fatte in ogni caso salve le funzioni conferite alle Regioni e agli Enti locali.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è impegnato in un’analisi critica dell’attuale sistema degli appalti pubblici con l’obiettivo di una programmazione pluriennale di opere prioritarie e del riordino dell’insieme di norme che lo regolano, anche in seguito all’emanazione a livello europeo di tre direttive che riguardano le concessioni di lavori e servizi, gli appalti nei settori ordinari e gli appalti nei settori speciali, recepite nel Nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni.

All’interno del Ministero è presente il Servizio contratti pubblici che gestisce il portale informatico www.serviziocontrattipubblici.it  sul quale le stazioni appaltanti pubblicano i bandi, gli avvisi e gli esiti delle gare per:

  • affidamento di lavori, servizi e forniture;
  • interventi relativi alle infrastrutture strategiche;
  • interventi da realizzare con la “finanza di progetto”.

Il Servizio contratti pubblici carica sul portale anche la programmazione triennale e l’elenco annuale dei lavori pubblici. Un’apposita sezione, inoltre, è dedicata al supporto tecnico-giuridico di cui le stazioni appaltanti possono usufruire per ricevere chiarimenti operativi.

Il Ministero ha attivato inoltre, dal 2013, il Sistema Informatico di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI) grazie al quale svolge una ricognizione sul territorio nazionale sulle opere pubbliche non completate. Gli elenchi vengono forniti  dalle Regioni per i relativi territori.

L’obiettivo posto dal Nuovo Codice degli Appalti ad ogni stazione appaltante, ovvero Regioni, Comuni, enti pubblici  è, oltre alla ricognizione delle incompiute in fase di piani triennali delle opere, quello di valutarne il completamento o l’individuazione di soluzioni alternative quali il riutilizzo, anche parziale, la cessione per la realizzazione di altra opera pubblica, la vendita o la demolizione.

Lo stesso Ministero, in fase di redazione del Documento Pluriennale di Programmazione, terrà conto delle opere pubbliche incompiute di interesse nazionale.

L’Anagrafe  delle opere incompiute al 2015, in base alle segnalazioni ricevute, verrà pubblicata entro il 30 giugno 2016.