Decreto Interministeriale numero 114 del 07/06/2017

Descrizione breve

Fissazione dei limiti tra le acque del demanio marittimo e le acque del demanio idrico (fluviale - acque interne) presso le foci dei bacini Ramanno e San Cataldo (ora solo bacino San Cataldo), ricadenti nel territorio del Comune di Lecce.

 

 

DIREZIONE GENERALE PER LA VIGILANZA SULLE AUTORITA’ PORTUALI, LE INFRASTRUTTURE PORTUALI ED IL TRASPORTO MARITTIMO E PER LE VIE D’ACQUE INTERNE

di concerto con la

AGENZIA DEL DEMANIO

VISTI gli artt. 28 e 31 del Codice della navigazione;  

VISTO il decreto legislativo n. 300 del 30.07.1999, reso esecutivo con il decreto ministeriale n. 1390 del 28.12.2000, mediante il quale è stata istituita la Agenzia del demanio;

VISTO il decreto legislativo n. 165 del 30.03.2001, concernente le norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;

VISTE le note della Capitaneria di porto di Gallipoli n. 30424 dell’11.11.2014 e n. 31755 del 24.11.2014 relative alla ipotesi di gestione della darsena di San Cataldo, sita nel Comune di Lecce, allo scopo di poter effettuare il passaggio di intestazione dei bacini denominati “Ramanno” e “San Cataldo” che possiedono le caratteristiche della demanialità marittima;

VISTA la nota del Comune di Lecce n. 118084 del 03.12.2014;

VISTA la nota della Capitaneria di porto di Gallipoli n. 1935 del 21.01.2015;

VISTA la nota della Direzione marittima di Bari n. 3346 del 22.01.2015;

VISTA la nota della Capitaneria di porto di Gallipoli n. 4838 del 18.02.2015 con la quale la stessa ha richiesto a questo Ministero, la prevista autorizzazione per l’avvio della procedura di delimitazione, ex artt 28 e. 31 del Cod. nav., alle foci dei bacini Ramanno e San Cataldo, site nel Comune di Lecce, in località San Cataldo;

VISTO il dispaccio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti n. M_INF/Porti/3202 del 26.03.2015 con il quale è stato espresso il nulla osta all’espletamento di tali operazioni di delimitazione, ai sensi degli artt. 28 e 31 del Cod. nav. (fissazione dei limiti tra demanio marittimo e demanio idrico) alle foci dei bacini Ramanno e San Cataldo;

VISTE le note della Capitaneria di porto di Gallipoli n. 9705 del 03.04.2015, n. 9596 del 02.04.2015 e n. 12077 del 28.04.2015;

VISTA la successiva nota della Capitaneria di porto di Gallipoli n. 15561 del 28.05.2015 con la quale è stato trasmesso il verbale di fissazione dei limiti tra le acque del demanio marittimo e quelle del demanio idrico (acque interne) alle foci dei bacini Ramanno e San Cataldo, redatto il 12.05.2015 ai sensi e per gli effetti degli artt. 28 e 31 del Cod. nav. dall’apposita Commissione all’uopo nominata, a seguito del sopralluogo effettuato in data 21.04.2015; al verbale di cui sopra viene allegata una planimetria SID relativa alla zona interessata; lo scopo della Commissione – composta dai rappresentanti della Capitaneria di porto di Gallipoli, dell’Agenzia del demanio – Direzione regionale della Puglia e Basilicata di Bari, del Provveditorato interregionale OO.PP. per la Campania, il Molise, la Puglia e la Basilicata di Bari, della Regione Puglia – Servizio demanio e patrimonio e del Comune di Lecce – Ufficio demanio – è quello di procedere, a termine dell’articolo 31 del Codice della navigazione, alla determinazione dei confini tra il demanio marittimo ed il demanio idrico (fluviale – acque interne) presso le foci dei citati bacini, ricadenti nel Comune di Lecce, in località San Cataldo;

  • premesso che con nota n. 4048 del 19.12.1984 il Consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi comunicava il proprio “parere favorevole affinchè i bacini demaniali di cui sopra si trasferiscano dal demanio bonifica al demanio marittimo purchè sia salvaguardata la loro funzionalità di bonifica”;
  • che con nota n. 1542 del 24.04.2013 lo stesso Consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi  ha comunicato che i bacini di cui sopra assolvevano ancora l’originaria funzione idraulica per la quale furono realizzati, precisando che “essi raccolgono le acque interne di vasta area depressa e, collegati tra loro e con il mare per mezzo di canali, consentono la regolazione ed il ricambio delle acque garantendo la salubrità dell’ambiente” e che il loro utilizzo per altre finalità, da regolarsi attraverso apposito atto di concessione, non pregiudica l’assolvimento della funzione idraulica descritta;
  • che con nota n. 51692 del 22.10.2014 la Direzione marittima della Puglia suggeriva l’attivazione di un percorso finalizzato alla fissazione dei limiti del demanio marittimo ai sensi dell’art. 31 del Cod. nav. e ciò anche allo scopo della corretta gestione della darsena San Cataldo;
  • che con verbale di riunione, tenutasi presso la Capitaneria di porto di Gallipoli il 29.01.2015, veniva avviato l’auspicato percorso finalizzato alla definizione dei requisiti giuridici dei bacini in argomento, di concerto con tutte le Amministrazioni competenti;
  • che con il dispaccio citato in premessa n. M_INF/Porti/3202 del 26.03.2015 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti esprimeva il proprio nulla osta all’espletamento della rituale istruttoria sulla delimitazione in atto;
  • che con decreto n. 24/2015 del 02.04.2015 il Capo del Compartimento marittimo di Gallipoli nominava la Commissione di delimitazione di cui all’art. 31 del Cod. nav.;
  • che con nota n. 7694 del 14.04.2015 l’Agenzia del demanio richiedeva all’Agenzia delle entrate/territorio di procedere al trasferimento della particella n. 262 del foglio di mappa 147 nella partita speciale “acque esenti da estimo”, in considerazione che proprio tale spazio è di fatto un canale (e quindi acqua pubblica) che collega il mare con il 1° bacino interno denominato darsena San Cataldo;

CONSIDERATO che la citata Commissione, come sopra costituita, esperiva apposito sopralluogo in data 21.04.2015 presso la darsena San Cataldo, finalizzato alla fissazione dei limiti, ai sensi degli artt. 28 e 31 del Cod. nav., tra le acque de demanio marittimo e quelle del demanio idrico (acque interne) alle foci dei bacini in questione, ubicati nella località di cui trattasi; preliminarmente la Commissione accertava che poteva definirsi bacino di acqua salsa o salmastra da intendersi quale bacino di basso fondale esistente nella terra ferma in cui lo stato dei luoghi rende possibile l’afflusso ed il riflusso dell’acqua del mare, anche per una sola parte dell’anno, dotato di idoneità agli usi del mare, il solo bacino denominato San Cataldo. Veniva inoltre accertato che il canale di immissione delle acque posto ad est del bacino San Cataldo risultava tombato. Eseguite le successive ricognizioni, l’esatto confine tra le acque del demanio marittimo e quelle del demanio idrico (acque interne) alla foce del bacino San Cataldo viene individuato come di seguito:

  • a nord/ovest del bacino San Cataldo, dalla congiungente tra i punti A e B, evidenziata in verde nell’estratto SID (all. 1) ed in quello di dettaglio dell’imbocco tra i due bacini (all. 2); i punti A e B sono materialmente costituiti dagli spigoli in c.a. della sponda del bacino San Cataldo, laddove questo imbocca il retrostante bacino Ramanno, come meglio evincibile dall’ortofoto (all. 9) e dalla documentazione fotografica (all. 10);
  • a sud/est del bacino San Cataldo, dalla congiungente tra i punti C e D, evidenziata in verde nell’estratto SID (all. 3) ed in quello di dettaglio dell’imbocco tra il bacino San Cataldo ed il canale di immissione delle acque nel medesimo, ora tombato (all. 4); il punto C è costituito da uno spigolo in c.a. sulla sponda destra del bacino San Cataldo, laddove questo imbocca il canale di comunicazione con il mare; il punto D è determinato dall’intersezione tra il prolungamento della congiungente il punto C con la prima bitta in ferro posizionata nei pressi della parte di bacino prossima al canale di immissione, ubicato ad est del bacino (ora tombato) e la dividente a sud tra il terreno e l’acqua del bacino, come meglio evincibile dall’ortofoto (all. 11) e dalla documentazione fotografica (all. 12); i sopra indicati punti A-B-C-D sono comprensivi delle relative coordinate Gauss-Boaga di riferimento (all. 5-6-7-8);

D E C R E T A

La nuova linea di delimitazione tra il demanio marittimo ed il demanio idrico (fluviale – acque interne) presso la foce del solo bacino San Cataldo (indicata con colorazione in risalto verde), è quella che congiunge, a nord/ovest, i punti di vertice A e B e a sud/est, i punti di vertice C e D, comprensivi delle coordinate Gauss-Boaga analitiche come sotto riportati che la identificano:

  • a nord/ovest: vertice A (coordinata nord: 4.476.912,44 – coordinata est: 2.799.848,08) vertice B (coordinata nord: 4.476.906,08 – coordinata est: 2.799.844,06);
  • a sud/est: vertice C (coordinata nord: 4.476.833,97 – coordinata est: 2.800.001,36) vertice D (coordinata nord: 4.476.816,67 – coordinata est: 2.799.985,19).

L’elenco dei summenzionati vertici (con coordinate Gauss-Boaga) che individuano la nuova dividente demaniale nella zona in esame nonché gli elaborati cartografici e fotografici unitamente al verbale redatto il 12.05.2015, costituiscono parte integrante del presente decreto.    

Roma, lì 7 giugno 2017

 

                   Il Direttore Generale                                                 Il Direttore dell’Agenzia del Demanio

                Dott. Enrico Maria Pujia                                                               Ing. Roberto Reggi

 

 

 

 

Temi/Argomento
Data emissione
07-06-2017
Tipologia atto
Decreto interministeriale
Numero
114
Data di ultima modifica: 07/11/2017
Data di pubblicazione: 22/09/2017