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CONTRATTI DI QUARTIERE

 

Contratti di quartiere I

I Contratti di quartiere, avviati nel 1998 con un primo programma e poi confermati con un secondo programma nel 2002, rappresentano la più significativa linea di attività avviata dal Ministero nell'ambito  del recupero urbano a seguito della riconosciuta inadeguatezza di molti ambiti urbani per assenza di infrastrutture e ridotta qualità urbana.

I Contratti di quartiere trovano definizione come programmi sperimentali di recupero urbano da localizzare "in quartieri segnati da diffuso degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano e da carenze di servizi in un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo".

Obiettivo prioritario del programma è innescare, con particolare riferimento agli insediamenti di edilizia residenziale pubblica, processi di trasformazione di quegli ambiti trascurati, per lo scarso interesse degli operatori immobiliari, da operazioni di ristrutturazione urbanistica, sovrapponendo agli interventi edilizio-urbanistici misure orientate all'incremento occupazionale e alla riduzione del disagio sociale.  La prima edizione del programma - la cui dotazione finanziaria iniziale è stata pari a 350 milioni di euro - ha coinvolto 57 comuni.

 

Contratti di quartiere II

Con i DD.MM. 27.12.2001 (supplemento ordinario n. 142 alla G.U. del 12.07.2002, n. 162) e 30.12.2002 (G.U. 23.04.2003, n. 94) sono state individuate le risorse finanziarie e stabilite le procedure per l'attuazione dei programmi innovativi in ambito urbano denominati" Contratti di quartiere II''.

Il programma riguarda i quartieri periferici o comunque degradati. In tal modo si darà seguito all'esperienza dei Contratti di quartiere I che ha ampiamente dimostrato - per il numero di adesioni e per la qualità delle proposte - che in questo ambito è necessario confermare l'impegno dell' Amministrazione centrale, e non soltanto dal punto di vista dei finanziamenti. Per tali finalità, c'è bisogno di assicurare risorse con continuità, in modo da sostenere le iniziative dei comuni, soprattutto i capoluoghi delle aree metropolitane, ed è importante trovare ambiti di intervento più articolati per investimenti privati tali da ridurre, con adeguate iniziative, le condizioni di separatezza tra questi insediamenti ed il resto della città.

Si è proposto, pertanto, un programma teso alla riqualificazione delle aree periferiche svincolato dai limiti nella destinazione che avevano le risorse precedentemente utilizzate di provenienza ex Gescal (prevalentemente finalizzate alla sola componente residenziale).

Le risorse pubbliche (Stato e Regioni) complessivamente rese disponibili ammontano a complessivi 1357 milioni di euro

abruzzo - basilicata - calabria - campania - emilia romagna - friuli venezia giulia  - lazio - liguria - lombardia - marche - molise - piemonte - puglia -
sardegna -  sicilia - toscana - trentino alto adige - umbria - valle d'aosta - veneto   

 

Nella seduta del 15 aprile 2014 la conferenza Unificata, su proposta della Direzione Generale per la condizione abitativa ha approvato un documento che individua modalità operative finalizzate alla conclusione del programma innovativo di recupero denominato "Contratti di quartiere II" anche attraverso un più forte impulso, maggiore coordinamento e monitoraggio da parte delle regioni che possano consentire di portare a conclusione in tempi ragionevolmente certi iniziative che risultano avviate ormai a partire dal 2006.

 

Data del documento: 03/06/2009
Data ultima modifica: 23/07/2014
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