sei in » home page»ministero»Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione ed i Sistemi...»Direzione Generale per il Trasporto Marittimo e per Vie d’Acqua Interne

Ricerca avanzata
SERVIZI

Per segnalazioni inerenti il sito:
contatti sito
Status di Fincantieri - Cantieri Navali Italiani S.p.A. nell'Inventory OCSE degli aiuti di Stato per la cantieristica navale

           Nell'ultima riunione del Gruppo di Lavoro OCSE sulla cantieristica navale (WP6), la 114^ sessione tenutasi a Parigi il 21 e il 22 Giugno 2012, il Segretariato del WP6 OCSE  ha portato in assemblea le posizioni dell'Italia e della Spagna, come da documento C/WP6(2012)11 del 2 Maggio 2012, riguardo l'opportunità d'inserire nell'Inventory OCSE[1]  l'informativa dello status di aziende di Stato della Società Fincantieri - Cantieri Italiani S.p.A.[2] e del Cantiere Navantia spagnolo.

        L'Italia ha sempre sostenuto che, essendo il documento Inventory una raccolta di tutti gli aiuti di Stato, la partecipazione pubblica in una Società non era rapportabile a nessun  sussidio preso in considerazione.

        Il Segretariato del WP6 OCSE ha ritenuto di portare il problema in assemblea per ascoltare il parere degli altri  membri del Gruppo di lavoro sulla questione, ossia se le  aziende a controllo pubblico debbano essere inserite nell'Inventory.

        Dopo una rapida introduzione da parte del Segretariato del WP6, basato sul già citato documento OCSE C/WP6(2012)11, l'Italia ha ritenuto opportuno precisare, in un intervento prima del dibattito, il suo accordo e la sua piena accettazione dello strumento Inventory.

        Successivamente la delegazione italiana è intervenuta dettagliando la sua posizione, sostenuta in tutti i documenti ufficiali trasmessi all'OCSE, secondo la quale l'inserimento nell'Inventory delle aziende di Stato non andava fatto in quanto la partecipazione pubblica non è riconducibile ad un sussidio. La Fincantieri tra l'altro opera come privato ed è sottoposta ai controlli di mercato dell'Unione Europea. La posizione italiana è stata rafforzata dagli interventi tecnici di natura legale degli esperti inseriti in delegazione.

        L'intervento dell'Italia aveva l'obiettivo di far prendere coscienza al Segretariato e all'assemblea del WP6 OCSE che l'informativa sulle aziende di Stato poteva essere data in un altro contesto al di fuori dell'Inventory e doveva riguardare tutte le aziende a partecipazione pubblica dei Paesi aderenti all'OCSE.

        Questa posizione è stata condivisa dalla Norvegia che nel suo intervento ha ben evidenziato la totale assenza d'informazione, sia nell'Inventory che in altri documenti OCSE, delle aziende navalmeccaniche cinesi, notoriamente tutte statali.    

        L'Unione Europea, si è espressa a sostegno dell'intervento italiano, sottolineando che la catalogazione dei sussidi nei documenti OCSE può indurre a confusione proprio in merito le aziende a partecipazione pubbliche, infatti viene definito "aiuto" il caso di acquisizione di azienda da parte di uno Stato.

        L'ultimo intervento è stato quello del Giappone che ha confermato l'incompatibilità dell'informazione sulle aziende di Stato con l'Inventory e ha proposto di inserire, in qualche punto del documento, aggiornato ogni sei mesi, una nota di rimando alla pubblicazione OCSE C/WP6(2012)11 descrittivo del particolare caso Fincantieri e Navantia come dato di fatto.

        Il Segretariato del WP6 OCSE ha precisato che questa soluzione poteva andare bene ma se vi fosse stato nell'assetto societario delle Soc. Fincantieri e Navantia una variazione questa doveva essere immediatamente segnalata.

        Il WP6 ha così espresso l'accordo di non inserire lo Status di Fincantieri nell'Inventory degli aiuti di Stato ma di prevedere una semplice nota di richiamo al documento oggetto di discussione - C/WP6(2012)11 - e di preparare un documento generale contenente una vasta gamma delle opinioni sul ruolo della proprietà pubblica nella cantieristica navale nei Paesi OCSE e non.



[1] Documento periodicamente aggiornato che raccoglie tutti gli aiuti di Stato dei Paesi aderenti all'OCSE volto a promuovere la trasparenza di mercato e a ridurre le distorsioni  di mercato.

[2] Azienda del Gruppo Fintecna S.p.A. il cui azionariato di maggioranza proprietà del MEF e che proprio in questi giorni ha venduto delle quote alla Cassa Depositi e Prestiti  (70 % azionariato del MEF e il 30 % Istituti e Fondazioni bancarie).

Data del documento: 23/07/2012
Data ultima modifica: 23/07/2012
Crediti - Note legali - Privacy - Come fare per - Servizi di egovernment attivi - Servizi di egovernment di futura attivazione