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Modifiche alla Convenzione fra l’Italia e la Svizzera per la disciplina della navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano.

La Convenzione fra l'Italia e la Svizzera per la disciplina della navigazione sul Lago Maggiore e sul Lago di Lugano fatta sul Lago Maggiore il 2 dicembre 1992 e ratificata e resa esecutiva in Italia con Legge n. 19 del 20 gennaio 1997, disciplina diversi aspetti della navigazione sui due laghi citati.

La struttura convenzionale è composta da una Convenzione, ripartita in XII capitoli e 21 articoli e da un Regolamento, ripartito in 6 capitoli e 79 articoli; cinque allegati forniscono le specifiche tecniche e documentali necessarie per l'attuazione dell'accordo.    

La citata Convenzione è entrata in vigore il 1° giugno 1997, ma nel volgere di un breve lasso di tempo è diventata obsoleta, a causa delle innovazioni introdotte nell'Ordinamento italiano dalla nuova disciplina della nautica da diporto, poi  confluita nella legge n.172/2003  che ha notevolmente innovato il  settore semplificando le procedure e abolendo, tra l'altro, l'obbligo di immatricolazione per i natanti da diporto e l'obbligo di  conseguire la patente nautica per la conduzione di natanti da diporto con motore di potenza inferiore a 30Kw.

In pratica, a seguito della citata modifica della normativa italiana in materia di nautica da diporto, pure finalizzata a semplificare le procedure burocratiche e rilanciare il settore, si era concretizzata una difformità tra le disposizioni della Convenzione bilaterale e la normativa nazionale, con conseguenti difficoltà applicative dell'accordo bilaterale e disagi per i cittadini italiani che intendevano recarsi con i mezzi da diporto nelle acque svizzere dei laghi Maggiore e Lugano.

Al fine di ripristinare la certezza  del diritto sono stati avviati  negoziati con la Parte svizzera e,  per una migliore trattazione della materia, è stata attivata la Commissione mista prevista dall'art.18 della Convenzione, incaricata in particolare di sorvegliare l'applicazione unitaria delle disposizioni e di elaborare, se del caso, delle proposte di modifica da sottoporre ai rispettivi Governi.

Pertanto  sono stati avviati negoziati con la Parte svizzera per la ricerca di adeguate soluzioni,  tenuto conto del fatto che i diportisti italiani che si addentravano nelle acque svizzere - a volte  del tutto involontariamente, poiché i confini non sono sempre adeguatamente segnalati- erano assoggettati al pagamento di sanzioni pecuniarie piuttosto elevate.

Da parte italiana, si è svolta inoltre una approfondita istruttoria, che ha visto coinvolte le competenti strutture delle  Regioni interessate (Piemonte e Lombardia), gli uffici territoriali di Governo (organismi che hanno sostituito le Prefetture), i Comuni e i Consorzi  Gestione associata dei laghi Maggiore, Comabbio Monate e Varese e dei Laghi Ceresio, Piano e Ghirla, in modo da avere  una visione completa   del quadro giuridico di riferimento, della ripartizione di competenze, delle realtà locali e degli interessi sottesi.

A seguito di una complessa opera di mediazione, è stato raggiunto un accordo sulle procedure da attuare e quindi è stato predisposto un progetto di modifica di alcuni articoli della Convenzione e del relativo Regolamento di attuazione.

Punto nodale dell'accordo raggiunto dalle due Parti, è costituito dall'impegno  assunto dalla Parte svizzera di riconoscere l'esenzione dall'obbligo di patente nautica per la conduzione dei natanti con  motore fino a 30Kw, e per i battelli a vela, nelle acque svizzere, in cambio dell'adozione di un contrassegno identificativo dei natanti stessi, rilasciato ai soli fini identificativi del natante e non della proprietà del mezzo.

Il nuovo testo  sui contrassegni, oltre a permettere di colmare il vuoto normativo venutosi a creare nelle relazioni tra la Svizzera e l'Italia,  risponde ad una esigenza più volte segnalata dalle Autorità locali di pubblica sicurezza italiane, che nel corso dell'istruttoria condotta da questa Amministrazione hanno constatato che la cessazione dell'obbligo di immatricolazione dei natanti da diporto inferiori a mt. lineari 2,5 aveva creato non pochi problemi legati all'impossibilità di  identificare  unità che si rendevano responsabili di violazioni delle norme di ordine pubblico e sicurezza nella conduzione del mezzo.

Pertanto si è ritenuto, sulla base di quanto avviene già da tempo nelle acque del Lago di Lugano , ad opera del comune di Campione d'Italia, di estendere il ricorso a contrassegni identificativi del natante, che permettono di risalire al Comune che ha rilasciato il contrassegno, non implicano il ripristino dell'obbligo di immatricolazione, ed hanno valenza annuale  o permanente a seconda dei casi.

Peraltro, in base ad  accordi stipulati a livello locale, la procedura di rilascio è stata già concordata ed in parte avviata sui due laghi già dalla metà del 2009, in via sperimentale, senza che si siano registrati problemi operativi.

Per quanto riguarda le nuove disposizioni sulla patente nautica, le prescrizioni della Convenzione sono state allineate alla normativa italiana: obbligo di patente nautica soltanto per la conduzione di unità con motore  di potenza superiore a 30Kw ; non vi è obbligo di patente nautica per  le imbarcazioni a vela.

Poiché da parte Svizzera e per i cittadini svizzeri, non si è ritenuto opportuno, da parte delle Autorità cantonali, adottare tale impostazione nelle acque svizzere, le disposizioni di cui trattasi sono valide  se un conducente naviga nelle acque territoriali dell'altro Stato contraente: quindi per i cittadini svizzeri nelle acque italiane e per i cittadini italiani nelle acque svizzere.

In definitiva  la nuova formulazione ha  opportunamente composto   alcuni contrasti normativi  che avevano  comportato notevoli disagi per i diportisti dei due Paesi confinanti, con grave pregiudizio  per il turisti  e le Autorità locali dei due Paesi.

Al riguardo  sembra doveroso segnalare il forte impegno e lo spirito costruttivo pur nel difficile confronto negoziale, dimostrato dalle Autorità italiane ed elvetiche   ed una menzione particolare  spetta alle Autorità regionali  e locali  interessate e in particolare al Comune di Campione d'Italia, dove nel luglio del 2008 sono stati sottoscritti  i nuovi testi di accordo .

E' stato infatti grazie al decisivo  apporto  delle Autorità del Comune di Campione d'Italia , che  è stato possibile concludere positivamente un lungo negoziato, iniziato nel 2002, che ha visto momenti di difficoltà apparentemente  insormontabili, che si è riusciti a sciogliere  grazie alle positive relazioni  instaurate negli anni  dalla  operosa comunità   di quel lembo di Italia  affacciato sullo splendido lago di Lugano.

Data del documento: 30/08/2010
Data ultima modifica: 30/08/2010
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