Auto: riaperto il Museo Storico della Motorizzazione Civile a Roma

Tra i veicoli esposti la Fiat 130 dell’On. Aldo Moro coinvolta nella strage di Via Fani
Museo Motorizzazione

17 giugno 2019 – È stato riaperto al pubblico il Museo storico della Motorizzazione Civile, inaugurato il 15 giugno alla presenza del Capo di gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gino Scaccia e del Direttore generale territoriale del Centro, Giovanni Lanati.

Il Museo della Motorizzazione Civile, che ha sede a Roma in via di Settebagni 333, presso il Centro superiore ricerche e prove autoveicoli e dispositivi, espone una serie di automobili, motociclette, autobus, particolari di veicoli e documenti che legano la Motorizzazione alla vita e alla storia d’Italia. La parte automobilistica è rappresentata da diversi modelli iconici, come le Fiat 500A “Topolino” e 508 Balilla, abbinate ad autentiche curiosità, come un prototipo di Alfa Romeo Montreal con motore a 4 cilindri e la Fiat 1900 cabriolet di rappresentanza. Molte le motociclette di diverse epoche e i documenti, come la serie delle targhe, dei libretti di circolazione, dei manuali e delle norme dei primi del Novecento per ottenere la patente di guida. Ma non solo: particolarmente spettacolari gli spaccati in dimensione naturale di alcuni mezzi pesanti, motori e trasmissioni.

Il pezzo che da solo vale la visita è la Fiat 130, triste protagonista della strage di via Fani del 16 marzo 1978, nella quale Aldo Moro venne rapito e persero la vita i 5 uomini della sua scorta. L’auto porta ancora i segni dell’agguato ed è stata conservata anche in seguito ai numerosi rilievi da parte delle autorità giudiziarie.

I mezzi del Museo sono stati recentemente ricondizionati grazie all’intervento dell’Automotoclub Storico Italiano, ente privato che tutela il patrimonio del motorismo storico attraverso la certificazione dei veicoli nel nostro Paese. Per tutti i veicoli esposti l’ASI ha scelto di effettuare un restauro conservativo, che ne esalta l’originalità, secondo la filosofia della Carta di Torino, il documento ufficiale della FIVA (Fédération Internationale Vehicules  Anciens).

“Questo per noi oggi è un giorno lieto – ha dichiarato il Capo di gabinetto del Mit, Scaccia - perché, grazie a questo intervento dell’ASI, riusciamo a rendere nuovamente fruibile questo museo. È importante la conservazione dei mezzi e della storia per poterla trasmettere ai giovani delle scuole che, grazie a questi veicoli e alla cultura che sta loro dietro, possono appassionarsi a questo settore e avvicinarsi al mondo della circolazione in modo più consapevole. Invito i numerosi appassionati intervenuti oggi con le loro vetture storiche a collaborare per permettere un’apertura il più possibile ampia di questo museo”.

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Data di ultima modifica: 18/06/2019
Data di pubblicazione: 17/06/2019